L'assessore Andrea Di Lucente, con una recente dichiarazione sui social, ha evidenziato la grave difficoltà in cui si trova l'ospedale San Francesco Caracciolo di Agnone, soprattutto per quanto riguarda il reparto di medicina, che sta affrontando una seria carenza di organico. Questo problema, già critico di per sé, si è ulteriormente aggravato dal fatto che due medici del reparto di medicina hanno scelto di lasciare la turnazione in favore del pronto soccorso, un altro reparto anch'esso in difficoltà a causa della carenza di personale.
Come sottolineato dall'assessore, il Molise sta vivendo una profonda carenza di medici, con numerosi concorsi indetti senza successo, poiché molti sono andati deserti o i partecipanti hanno poi rifiutato l'incarico. A questo scenario si aggiungono le difficoltà legate alla considerazione di Agnone come una sede sanitaria "disagiata", il che rende ancora più arduo attrarre nuovi professionisti.
Per fronteggiare questa emergenza, Di Lucente ha convocato una riunione sabato scorso presso il Comune di Agnone, coinvolgendo i medici in quiescenza che avevano prestato servizio al Caracciolo. L'obiettivo era chiedere loro di coprire i turni nei reparti di medicina e pronto soccorso, con la speranza di evitare interruzioni nei servizi o, addirittura, ampliare alcune prestazioni. Da quanto trapelato, sembra che i professionisti, tra cui cardiologi, endoscopisti, chirurghi e anestesisti, abbiano risposto positivamente all'appello, dimostrando un impegno concreto nel supportare l'ospedale in questo momento di emergenza.
Tuttavia, come evidenziato dall'assessore, questa non può essere la soluzione definitiva. A lungo termine, è necessario un intervento strutturale che garantisca la copertura adeguata dei posti vacanti. Sembrerebbe che il direttore generale dell'ASREM, Di Santo, avrebbe l'intenzione di bandire un concorso specifico per l'ospedale di Agnone, ma, considerato che la sede è vista come poco attrattiva, sarebbe fondamentale associare a questo concorso incentivi adeguati per rendere la struttura più appetibile per i medici. Questo, infatti, potrebbe essere un passo importante per superare la difficoltà di reclutamento e garantire la continuità dei servizi sanitari per l'Alto Molise.